D’Alesio&Santoro

Cultura, tecnologia ed uso della luce

Il rebranding accompagna Carlo e Piero in un passaggio per loro molto importante – la celebrazione dei primi cinquemila giorni di attività – riflettendone la pratica e l’approccio progettuale con un linguaggio essenziale e contemporaneo.
Abbiamo impostato il nostro ragionamento a partire dai cardini fondamentali del loro lavoro: cultura, tecnologia e uso della luce.
Simbolo e logotipo sono stati ri-progettati per dialogare con il contesto culturale in cui operano Carlo e Piero: un universo rigoroso, netto, sofisticato.
Abbiamo quindi lavorato di sintesi, rendendo il segno essenziale – per trasmettere solidità, precisione e controllo – e utilizzato un peso leggero, nel quale elementi come luce e spazio, centrali nella loro pratica, trovano la loro massima espressione.
In continuità con questo approccio, l’identità si sviluppa interamente in bianco e nero: una scelta che riflette la dualità luce/buio, acceso/spento.
Questo contrasto netto diventa la base visiva del sistema, permettendo al brand di mantenere un carattere forte e riconoscibile senza bisogno di artifici grafici.
Ciò che è netto a livello “corporate” si articola poi nelle applicazioni dell’immagine coordinata tramite tecniche di stampa, scelte materiche e grafiche dove bianco e nero lasciano spazio a una scala di grigi che, tono su tono, giocano con percezione e leggibilità dei contenuti.

Ultimo pilastro della brand identity, ma non meno importante, la tipografia.

Quando ci è stato commissionato il restyling stavamo sviluppando un carattere con la nostra foundry digitale, TYPE FIRM, chiamato Dritto – non ancora pubblicato.

Il carattere ha una connotazione brutalista, sia da un punto di vista strutturale (le lettere mantengono la stessa apertura in tutti i pesi, e il rapporto tra maiuscole e minuscole è estremamente ridotto) che tecnico, con l’eliminazione degli overshoot (correzioni ottiche) nelle curve a cavallo delle metriche verticali. Per questo ci è sembrato perfetto per dare forma al lavoro che stavamo portando avanti.

La tipografia, come la luce, agisce implicitamente, accompagnando il soggetto con qualità trasformative.
Il carattere definisce quindi l’intera comunicazione visiva, creando un legame diretto tra progetto e ricerca tipografica, rendendo l’identità non solo rappresentazione, ma anche espressione del metodo.

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